Sono qui seduta al mio solito Cafè all'occidentale;
tavolini in granito,
sedie in ferro battuto,
mobili in legno,
fontana nel giardino,
cappuccino.
E penso.
Sono passati quasi tre mesi dal mio arrivo a Santa Cruz.
Milioni di dubbi e pensieri prima di atterrare.
Milioni di attimi già vissuti in questo poco tempo.
E' già ora di rientrare in Italia, per la valutazione del primo periodo di lavoro.
E più ci penso,
e più non riesco a crederci.
Tre mesi.
Sembra passata una eternità,
ma allo stesso tempo sembra ieri che ho messo piede su questa città polverosa.
Sto cercando di far mente locale su tutto...vita, emozioni, lavoro.
Difficile descrivere questa realtà che mi circonda, se non la si vive.
Volevo iniziare un po' a scrivere e descrivere il "lavoro" che fondamentalmente qui faccio.
Ma l'essenzialità si perderebbe tra una parola e l'altra.
Ciò che di questo lavoro non si può descrivere, è l'essenziale.
Le emozioni.
Che si provano, e che si vivono.
La mia "giornata tipo"
Sveglia alle 7.30.
Doccia e colazione.
Micro linea 75 o Trufi 3 anillo ext.,
a due quadre da casa mia.
Salgo, caos:
musica camba a tutto volume,
gente in piedi, una appiccicata all'altra,
un continuo di frenate e parole che echeggiano nell'aria "pare, por favor".
Gente che sale,
e gente che scende.
Arrivo nei dintorni di Patio;
mi scarica a circa una quadra e il mio passo si fa sempre più deciso.
Nella mia mente le solite parole di tutti i giorni: "che giorno sara' oggi? quanti saranno venuti? speriamo che vada tutto bene e che abbia la forza di ridere e scherzare in ogni momento..."
Ridere e scherzare in ogni momento non è facile.
Magari parti a mille, caricata al massimo da una giornata precedente fantastica.
Varchi il cancello, e basta un attimo per farti girare i coglioni a palla, smaterializzando così tutta la tua energia.
E al che, è difficile ridere e scherzare per l'intera giornata!
Varco il cancello, sorrido e saluto allegramente i ragazzi!
Li abbraccio e gli do un bacio sulla guancia.
Sempre se non sono loro a venirti incontro urlando "Hermana" abbracciandoti.
Fa sempre piacere iniziare una giornata lavorativa così!
Entro nella nostra sala, la saletta degli educatori.
Una saletta piccolina, con una scrivania che fa da porta stereo,
un mobile,
un mobiletto con il telefono serrato a chiave,
e i "casilleros", i nostri armadietti.
La giornata lavorativa inizia con il "Buen Dia".
Dieci minuti di charla con i ragazzi: una preghiera e una riflessione per motivarli a sfruttare appieno e positivamente la giornata.
Non sempre funziona.
La giornata generalmente è strutturata in diverse attività.
Si cerca sempre di alternare attivita' lavorative o creative allo sport.
Questo per manterli sempre attivi,
per farli divertire,
ma anche per fargli fare qualche lavoretto!
Non sempre ci si può divertire!
E allora all'attività di mantenimento casa - pitturare porte, mobili, pulizia generale del giardino- si alternano campionati di calcio o tornei di ping pong.
E' difficile smuoverli dalla salta tv per farli alzare e mandarli a lavorare.
Ma dopo due o tre insulti che ti arrivano,
sono gia pronti con pennello in mano e con tanta voglia di fare.
E li il divertimento inizia.
Si lavora, è vero.
Pero' con musica a palla, charla e risate alla fine diventa un momento ideale di scambio reciproco.
Ed è li che mi impegno con tutta me stessa e mi lascio trasportare dall'atmosfera.
L'ultima volta mi sono ritrovata tutta la faccia pitturata di azzurro. :D
Stavamo cartavetrando le porte blu.
Polvere azzurra tra le mani che dopo un secondo e mezzo te la ritrovi spiaccicata in viso.
E non va via.
E te sei li, che lavori e i ragazzi che ridono e corrono da una parte all'altra, facendo a gara a chi pittura per primo l'hermano o l'hermana.
Questo è lo spirito giusto,
lavorare e giocare!
Dopo diverse attività mattutine, arriva l'ora critica del pranzo.
L'almuerzo.
La definisco l'ora critica, perchè durante il pranzo può accadere di tutto.
E ti aspetti di tutto ogni giorno che passa.
Non ti meravigli più di niente.
E se un giorno ti faceva schifo mangiare con le mani sporche,
ora non ti fa piu schifo niente.
Una regola base durante l'ora di pranzo è quella di non alzarsi da tavola senza permesso.
Immaginarsi un po' venti o venticinque animali che si alzano e iniziano a girare per tutta la sala con piatti in mano, tirandosi di tutto... dal pane alle ossa del pollo appena mangiato.
Uno zoo al circo, direi.
C'è il momento che iniziano ad insultarti pesantemente l'uno con l'altro,
iniziano ad urlare..
parte del cibo in volo.
E di conseguenza qualcuno si alza e inizia a picchiarsi.
Qualche urlo,
e tutto ritorna come prima.
Finito di magiare,
solito sermone: non si lancia la comida, perhè con il cibo non si gioca. Ecc..
Le solite parole, quasi tutti i giorni.
Lista degli oficis,
preghiera.
Anche il pomeriggio è strutturata in diverse attività: creative, lavorative e sportive.
Si alternano giornate in Patio, con uscita in piscina o paseo al rio.
E il mio lavoro in cosa consiste in tutto questo?
semplicemente organizzare e accompagnarli nelle attività, ascoltarli, parlare, e divertirsi insieme a loro.
Ma anche rimproverarli, e punirli, con altri oficis.
Tutto qui.
Solo sei/sette cose.
E il vero lavoro si perde in sette parole.
